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Il Recioto di Soave

Il Recioto di Soave è un vino bianco DOCG la cui produzione è consentita solo in alcuni comuni della provincia di Verona, e più specificatamente nella zona definita classica, che si colloca tra i paesi Soave, S.Martino Buon Albergo, Mezzane di Sotto, S.Giovanni Ilarione, Cazzano di Tramigna, Illasi, Colognola ai Colli, Lavagno, Montecchia di Corsara e Monteforte d'Alpone.

Il suo nome deriva da un termine dialettale veneto 'recia', che verrebbe identificato con la parte superiore del grappolo di uva Garganega più esposta al sole e maggiormente zuccherina.

Già nel V secolo era presente nel territorio veronese un vino dolce, molto simile al Recioto di Soave, come testimonia l'epistola di Cassiodoro, che parla esplicitamente di un vino bianco ottenuto da uve locali lasciate appassire fino all'inverno inoltrato.
Informazioni ancora più specifiche sulla produzione di tale vino ci arrivano successivamente, quando nel 1700 il marchese Scipione Maffei scrive 'il serbar l'uva fino a Dicembre, lo spremerla poi delicatamente nel gran freddo e riporre il mosto, senza metterla a bollire, conservandolo assai tempo prima di porvi mano, è pur quello che con l'istesso plauso facciamo ora onorandolo con il nome di Santo'.

E' proprio questa ancora oggi la metodologia di produzione del Recioto di Soave, vengono infatti dapprima selezionati i grappoli migliori che poi verranno adagiati sui graticci e lasciati appassire, questo periodo dura dai quattro ai sei mesi, sotto continue cure ed attenzioni.
In questi mesi si produce la così definita muffa nobile, quella cioè che dona al vino il suo particolare aroma. Appassiti i grappoli viene poi svolta la consueta pigiatura e tutte le successive e classiche fasi volte alla produzione del vino.

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